24 marzo 2010

Alfano (IdV): Napolitano prenda posizione chiara

Palermo, 24 Mar. "Berlusconi continua ad insultare i magistrati senza alcun ritegno e il Presidente della Repubblica lancia blandi appelli, rivolgendosi anche agli organi rappresentativi della magistratura che sono costretti, anche dai suoi silenzi, a difendersi in modo forte e determinato. Non si può chiedere a chi ogni giorno lavora per il bene del Paese di evitare le proteste per i fortissimi attacchi ricevuti dal Presidente del Consiglio" afferma Sonia Alfano, eurodeputato IdV. "Questa situazione è sconcertante. Con le frasi pronunciate ieri sui magistrati golpisti - prosegue Sonia Alfano - Berlusconi supera il fascismo di Mussolini e la sua idea che la giustizia senza forza non avesse significato". "Se davvero Napolitano vuole incidere come dice, prenda posizione in modo chiaro ed inequivocabile. Difendere l'autonomia della magistratura, lo stato di diritto e il lavoro delle forze dell'ordine non significa andare contro un partito - conclude - ma rispettare fino in fondo il ruolo che la Costituzione assegna al Capo dello Stato".

Fonte: http://www.soniaalfano.it/content/alfano-idv-napolitano-prenda-posizione-chiara

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Osservatorio Tg. Berlusconi contro i giudici. La replica dell'Anm non c'è

di OSSERVATORIO TG ARTICOLO 21

TITOLI DEL 23 MARZO 2010 - I titoli dei Tg della sera dedicano ampio spazio all’attacco del Premier Silvio Berlusconi ai Giudici e, per cinque TG su sette - tranne Studio aperto e Retequattro - è il titolo d’apertura. L’opinione dell’ ANM viene riportata solo dal Tg3 all’interno del servizio; nel Tg5 la difesa della Magistratura è affidata ad un’intervista al leader del PD Bersani. Negli altri non vi è traccia, nei titoli e nei servizi, della posizione dell’Associazione Nazionale Magistrati.

Solo il Tg5 e il Tg3 dedicano spazio nei titoli alla visita di Netanyahu ad Obama.
Torna a parlare alla politica Conferenza Episcopale Italiana: Tg3, Tg2, Retequattro e Tg La7 presentano l’opinione del Cardinale Bagnasco. Questa volta aggiunge alla tutela della vita, quella del lavoro e chiede accoglienza per gli immigrati.

Da segnalare tre servizi sulla crisi economica al Tg3: la vicenda di Telecom, quella del nord est ed i 14 suicidi tra imprenditori, operai e artigiani negli ultimi mesi. La crisi colpisce anche le famiglie in una scuola di Vicenza: 9 bambini a pane acqua perché i genitori non avevano pagato la retta. Lo riporta il Tg3, Tg1 e La7.
Continua l’inchiesta sulla malasanità del Tg4: oggi di nuovo sul Lazio, poi Puglia ed Emilia Romagna.

Studio Aperto e Tg4 resuscitano il caso Marrazzo e Brenda, per poi dedicarsi a servizi di alleggerimento: il primo su Belen Rodriguez, Lola Ponce e Monica Bellucci e sul cruccio delle donne di “rifarsi il lato B” in vista dell’estate; il Tg4 si occupa invece della sensualità degli stivali femminili.
Tutti dedicano un servizio alla morte di Lauretta Masiero che finisce però solo nei titoli di Tg3 e Tg4.

Fonte: http://www.articolo21.org/820/notizia/osservatorio-tg-berlusconi-contro-i-giudici-la.html


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Rai per una notte, il popolo viola si mobilita. Ecco l'elenco delle proiezioni pubbliche in tutta Italia

Il popolo viola scalda i motori in vista del grande appuntamento di giovedì 25 marzo quando, dal Paladozza di Bologna verrà trasmesso "Rai per una notte" condotto da Michele Santoro. Tante le proiezioni pubbliche organizzate in tutta Italia dai viola. Ecco nel dettaglio le informazioni. L'elenco è in costante aggiornamento

IMPORTANTE: La diretta dal Paladozza inizia alle ore 20 e pertanto l'inizio delle proiezioni è previsto ovunque per quell'ora

Ivrea, centro La Serra
Perugia, centro congressi Capitini
Pistoia, Piazza Gavinana
Pescara, Piazza Salotto
Bologna Paladozza e un maxi schermo in piazza Azzarita oppure presso la libreria Rinascita in Largo Aosta 36
Bergamo, Caffè letterario, San Bernardino 53
Milano, Colonne di San Lorenzo
Catania, Camera del lavoro via Crociferi 40 ore 20
San Teodoro (OT) Teatro Comunale Via Sardegna
Brescia, Sala Consiliare di Bagnolo Mella in piazza IV Novembre
Roma, Rai per una Notte in piazza Navona
Acquasparta, paese in prossimità di Terni, Ostello San Francesco
Paestum (Salerno), Studi redazione STILETV, Via Magna Graecia 136 - Capaccio Paestum
Parma, In diretta streaming dal circolo Arci Zerbini (Piazzale S.Caterina vicino a via Bixio)
Cagliari, via La Maddalena 3
Savona, libreria UBIK corso italia
Salerno, proiezione presso Associazione Il Cantiere Salerno Est, via G.B. Amendola, 71 (Pastena)
Alghero, Santa Maria La Palma
Terni, la Siviera via Carrara 6
Barletta, Laboratorio dei Valori
(http://www.facebook.com/?ref=home#!/event.php?eid=404728669879&ref=mf)
Cosenza, presso il Filorosso, area polifunzionale dell'Università della Calabria
Genova, Piazza Matteotti, Genova
Firenze, Circolo ARCI “Bencini”, Via Mercadante, 58 Firenze
Faenza presso il Rione Rosso in via Campidori 28
Castillenti (TE) PIAZZA UMBERTO I
Roma Trastevere, Casa della Cultura, via di San Crisogono 45
Porano (Orvieto) -TEATRO SANTA CRISTINA
Palermo, Galleria L'Altro
Bari, in piazza su maxischermo Corso Vittorio
Gorizia, Kulturni dom
Roma Esquilino, via Galilei 57
Padova, Prato della Valle. In caso di pioggia forte presso il multisala Portoastra al Bassanello; sempre a Padova è possibile vedere Annozero anche presso il circolo Arci "La mela di Newton" in via della Paglia 2 (zona Specola-Torresino)
Pisa, Largo Ciro Menotti (borgo stretto) ore 20 oppure alla casa dello Studente in via Garibaldi
Bracciano (Roma), Albergo "Da Alfredo"
Turo sul Trasimeno (PG), presso il centro sociale in via del Porto.
pdcituoro@libero.it
Torino, maxi schermo in Piazza Carlo Alberto oppure in via Verdi con i dipendenti Rai
Firenze, piazza della libertà caffe decò
Enna, Piazza Vittorio Emanuele
Cologno Monzese, piazza castello
Trento, via Muredei, 8, info@cgil.tn.it
Ancona, Via Saffi 22 (di fianco lo sportello ERSU)
Bologna - Pub Mutenye, via del Pratello 44/a
Siracusa, Centro Pio La Torre, P.zza S. Lucia 24
Priverno (Lt), piazza Giovanni XXIII
Siena, Sala dei Mutilati (accanto hotel Jolly)
Pinerolo, presso il Nuovo Stranamore
Acireale, cinema Margherita, via Cavour 26 ore 20
Montegranaro, Altritalia club, via Cristiani 8
Lucca presso il circolo "Il Lampadiere" via dei Fossi
Sassari, Santa Maria La Palma
Figline Valdarno, presso circolo Arci Rinascita via Roma 17/c (maxischermo)
San Giovanni La Punta (CT), Circolo Peppino Impastato, via Roma 213
Asti, presso il centro culturale San Secondo
Sardara (Sardegna), su schermo gigante presso il locale Los Amigos
Roma presso il Circolo Arci Malafronte, via Monti di Pietralata 16. Ore 18 dibattito e a seguire proiezione "Rai per una notte"
Mantova, presso circolo ArciTom in piazza Tom Benetollo 1
Modena, Circolo ricreativo Cittanova, via Pomposiana 52
Chieti, in corso Marrucino angolo viale Libertà (davanti alla Carichieti)
Castellarano (Reggio Emilia), circolo Celsius233, via Fausto Coppi 2/b
Pesaro, piazza A. Fava (parch. il Curvone)
Trapani, al circolo Mauro Rostagno in via Vespri 81
Sesto Fiorentino, presso il circolo Arci di Quinto Alto in via Gino Venni 6
Milazzo (Messina), Sala Rotonda del Paladiana
Livorno, piazza Cavallotti ore 20
Vaiano (Prato) presso la Casa del Popolo
Udine, sede Pd in via Joppi 63
Messina, proiezione presso il centro servizi Guernica oppure presso il ritrovo "La Dolce Vita" in piazza Duomo
Casale Monferrato, sede della sinistra casalese in via Lanza 116
Piangipane (Ravenna), in via Piangipane 155 (accanto al Teatro Sociale)


All'estero:
La Paz (Bolivia), ufficio del GVC, calle Victor Sanjinez 2722
Londra, 14 High Parade, Streatham Hi. Rd SW 16 1EX ore 19
Berlino, presso l'associazione Malaparte Eylauerstr. 24, 10965 Kreuzberg

In onda anche su:
Skytg24, Current tv, Repubblica tv, Rainews24,
Youdem, Tele Lombardia, Napoli Tv, Antenna Sud, Tele
Studio, Quinta e Sesta Rete, Canale 6, Antenna Tre, E’T v,
Rete sette, Tv centro Marche, Tele regione, Tvr Voxson
In diretta streaming anche dal sito de L'Espresso



In onda anche su Radio Popolare, Radio Città Futura, Radio Nostalgia e Radio Città Aperta
In diretta anche su
Camminando Scalzi
In diretta anche Su SecondLife

PER SEGNALARE altri appuntamenti scrivete a: fondatorenobday@hotmail.it

Fonte: http://precariosan.blogspot.com/2010/03/rai-per-una-notte-il-popolo-viola-si.html

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Italia Caruso, da velina mancata a candidata nel Pdl

"Sono una donna del 2010 ma ho una testa pensante"

di: Germano Milite

COSENZA - L'ultima "bella scoperta" del Popolo delle Libertà si chiama Italia Caruso. Italia è giovane (classe 82) e può vantare una rampante carriera da show girl oltre che la mancata vittoria (per un pelo) di diversi concorsi di bellezza; tra cui Miss Italia edizione 2001 e Velina nel concorso indetto da Striscia la Notizia nel 2004. Poi anche un'esperienza da inviata per Pianeta Mare su Rete 4. E di politica?

A differenza di Francesca Pascale, altra belloccia fan sfegatata del Premier che ha ottenuto una bella poltrona per meriti sconosciuti ai più, per la Caruso non c'è nemmeno un "glorioso" passato da rappresentante d'istituto alle scuole superiori. In compenso, però, esiste una laurea in Lettere e Filosofia con una tesi sull'avanguardia tra teatro e danza a "giustificare" la sua candidatura nel collegio di Cosenza a sostegno di Giuseppe Scopelliti.

Per il resto? La chiamata alla politica, come ammette la stessa neocandidata, è stata del tutto casuale. Una telefonata di Scopelliti che, attraverso un onorevole, le ha chiesto di iniziare questa nuova avventura. In un'intervista su Style.it le viene chesto, molto semplicemente, per fare cosa.

"Portare innovazione. E uno sguardo giovane. E spettacolo. Un'immagine di bellezza" risponde sicura l'ennesima strabella assoldata dal Popolo delle libertà. Ma portare lo "spettacolo" ed "uno sguardo giovane" all'amministrazione calabrese cosa significa e, soprattutto, a cosa può servire? Italia si limita a precisare candidamente che "sono una donna del 2010. Non sono cresciuta a pane e politica. Non ho valori forti. Ma credo di poter fare tanto per la mia Calabria".

Sempre su Style.it si chiede alla mancata miss-mancata velina un parere su quanto aiuti la bellezza. Questa la risposta:"Sì, la bellezza aiuta. Anche per strada. Ti fanno passare con la macchina all'incrocio. O saltare la fila. E certo non hanno bussato alle porte delle mie cugine, benché laureate in giurisprudenza, e più competenti".

E voi, una possibilità a questa gran bella ragazza priva d'ogni esperienza nel liquamoso (e difficilissimo) mondo della politica la dareste? Oppure l'avete già catalogata all'interno di quell'impietoso e quasi grottesco "ciarpame senza pudore" di cui parlava l'ex moglie del Premier? Alle elezioni oramai prossime l'ardue sentenza.

Fonte: http://www.julienews.it/notizia/cronaca/italia-caruso-da-velina-mancata-a-candidata-nel-pdl/44080_cronaca_2.html


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A Napoli un voto si compra pure a 50 euro

Una vera e propria compravendita del voto con tanto di tariffario e “pacchetti” in offerta: 1.000 voti per 20.000 euro. De Luca accusa la destra: “A Scampia ti danno 25 euro subito e 25 a saldo dopo il voto”. La Digos e la Procura antimafia hanno subito aperto un’indagine.

di Pietro Salvato

Vincenzo De Luca, il candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Campania l’ha denunciato senza mezzi termini: “A Scampia si fa compravendita di voti, ti danno 25 euro subito e 25 a saldo, una volta che hai espresso la preferenza che ti hanno indicato“. Stefano Caldoro, il candidato berlusconiano, da parte sua, ha liquidato l’accusa del rivale dandogli del “disperato” dimenticando però che nelle liste che lo sostengono troviamo Roberto Conte, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa che, proprio con questo metodo, fu eletto coi voti della camorra.

Sta di fatto, che i sospetti d’ingerenza se non di vero e proprio inquinamento del voto da parte della camorra, hanno portato all’apertura di un’indagine sia della Digos, sia dei magistrati antimafia di Napoli. Un inchiesta de Il Mattino, inoltre, ha rivelato l’esistenza di un vero e proprio prezzario del “voto in vendita”.

CAMORRA VOTE EXCHANGE - I prezzi, in media, oscillano da 20 a 50 euro. Variano per zona, candidato e soprattutto per clan camorrista che gestirebbe – il condizionale in certi casi è d’obbligo – direttamente la stessa “compravendita”. Persino l’attacchinaggio dei manifesti elettorali sarebbe gestito dal racket. Cinquanta centesimi per manifesto affisso, al quale si può aggiungere versando altri 50 centesimi, una sorta di polizza assicurativa “anti-rimozione”. Le zone a più alto rischio e dove risulterebbe più praticato questo squallido “mercato”? Quella a nord di Napoli, in particolare i quartieri periferici di Scampia e Secondigliano, la cinta che sale verso il casertano, ed ad sud, i comuni della fascia costiera.

Portici, Ercolano e Castellammare di Stabia, questi ultimi due, peraltro, chiamati al voto pure per le elezioni comunali. Col passare dei giorni di campagna elettorale, quelli che prima erano solo sospetti, evidentemente, devono essere apparsi agli stessi inquirenti qualcosa di più che semplici illazioni. La Procura antimafia, nei giorni scorsi, aveva già aperto un fascicolo d’indagine dedicato al voto di Castellammare di Stabia e della vicina Gragnano. A Castellammare, in un certo senso, è stato un atto dovuto. Proprio nella città stabiese poco più di un anno fa fu assassinato dalla camorra il consigliere comunale del Pd, Gino Tommasino. Nel “gruppo di fuoco” che freddò il politico stabiese, tra gli altri, c’era Catello Romano, diciannovenne pluri-omicida risultato addirittura iscritto allo stesso partito della sua vittima.

Qualche mese fa, il Prefetto di Napoli ha inviato una “Commissione d’accesso” per verificare il grado di eventuali infiltrazioni dei clan nell’amministrazione comunale. Per ora, da quell’inchiesta non è scaturito ancora niente, ma molti temono che, proprio dopo il voto, l’atteso “verdetto” possa pesare come una spada di Damocle sulla nuova Amministrazione. A Gragnano, la “città della pasta” e dell’omonimo e celebre vino rosso, in occasione delle ultime elezioni amministrative, furono invece registrati numerosi brogli che portarono poi all’arresto di due persone.

“O’ SISTEMA” DEMOCRATICO - Secondo quanto riporta il quotidiano Il Mattino, nei casi più eclatanti i voti vengono “venduti” a pacchetti di mille. Il prezzo, come detto è variabile, in media da 20.000 a 50.000 euro. A farsi garante dell’operazione è il clan in prima persona che controllerebbe direttamente i suoi “pacchetti”. I metodi più adoperati sarebbero due. Il primo prevede che i soldi vengono pagati “cash”, subito, in cambio della fotocopia del certificato elettorale. Il secondo, invece, contempla il pagamento in due rate: una metà prima del voto e l’altra metà dopo, magari mostrando una foto scattata col cellulare nella cabina elettorale.

Infatti, nonostante negli ultimi anni sia vietato portare il telefonino dotato di fotocamera al seggio elettorale, in molti riescono ad aggirare con facilità questo divieto. A Scampia, il quartiere tristemente noto per la faida camorrista di qualche anno fa, costata peraltro un centinaio di morti, “o’ sistema” è consolidato da anni. In queste ore “galoppini” e “tirapiedi” stanno battendo il quartiere “palmo a palmo per comprare, a prezzi modici, voti di lista e, sopratutto, preferenze”. Gente che opera nel “ramo” da tempo, forse da sempre. La domanda è forte e molto spesso trova la sua risposta. Poco conta il partito, il suo programma e le sue eventuali idee.

Conta quanti soldi mette a disposizione il “candidato” e, nei casi peggiori, quali e quante pressioni esercitano i clan malavitosi affinché il consenso venga convogliato su un determinato nome. Nei casi “normali”, dove la criminalità organizzata non interagisce direttamente, la pratica del “voto comprato” è vista da molti, come dicono da queste parti, come “un piacere”, un favore o sorta d’investimento. Il candidato alle regionali, ad esempio, una volta eletto e nominato “Onorevole”, ammortizzerà facilmente il costo sostenuto. Tra stipendi, diarie, rimborsi ecc. il suo introito mensile si aggirerà intorno ai 10.000 euro al mese per ben 5 anni, ai quali si aggiungeranno pure i benefit previdenziali.

COME FUNZIONA IL MERCATO DEL VOTO? - I ruoli, le parti di questa triste commedia, seguono il canovaccio della classica “burocrazia” camorrista. In ordine troviamo: il “Capobastone”, ossia l’uomo a cui è deputato il controllo di una zona ben delimitata; in genere, tre o quattro “palazzi”. Il Capobastone offre le sue competenze al servizio dei candidati. Può lavorare in esclusiva per il miglior offerente, ma non disdegna, specie quando ci sono più elezioni contemporaneamente, di offrirsi a vere e proprie cordate di diversi candidati.

E’ lui che fa il prezzo e stabilisce una sorta di “business plan”, con tanto di cifre e quote che poi distribuisce ai suo diretti “dipendente”, quelli che si incaricano di portare effettivamente il voto. Il “Capobastone” elettorale, solitamente, non è organico al clan camorrista, al più è attiguo ma, comunque, non deve essere direttamente riconducibile alla “famiglia”. I clan entrano in gioco dopo, a cose fatte, quando avvicineranno l’eletto e gli ricorderanno del “favore” ricevuto. Sanno tutto, ma in questa fase preferisco restare alla finestra. A meno che non ci sia sotto qualcosa di veramente “grosso”. In questo caso, il clan scende in campo con tutta la sua potenza (anche di fuoco, come sappiamo) e può determinare risultati che farebbero impallidire persino i vecchi “metodi” bulgari. “Stanno avvicinando soprattutto i più giovani - racconta un uomo al Mattino – quelli che non conoscono bene il meccanismo del voto.

Gli offrono tra i venti e i cinquanta euro, fotocopiano carta d’identità e certificato elettorale e fissano l’appuntamento nei pressi dei seggi. Il ragazzo è convinto che il voto verrà verificato. Quando esce dalla cabina elettorale riceve la cifra pattuita“. E poi, come detto, c’è il sistema del telefonino, già collaudato e grazie proprio alla tecnologia il sistema si è sempre più affinato. Il giorno del voto “Capobastone” e le sue “sentinelle del voto” stazionano fisse intorno al seggio. Scrutano facce e si fanno notare loro stessi dai votanti. Non proferiscono parola, ovviamente. E’ un modo come un altro per ricordargli però “dell’impegno” pattuito. Quando talvolta arriva il “loro” candidato nei pressi del seggio, invece, si girano dall’altra parte.

Nessuno deve poter sospettare niente, nessun legame, alcun collegamento. La Digos promette che nelle zone più “calde” ha già steso “una stretta sorveglianza”. Si sta passando al setaccio persino Facebook dove un’indagine è stata aperta nelle ultime ore su un candidato di Pianura (quartiere periferico di Napoli) che tramite il famoso social network ha chiesto ai suoi potenziali elettori: “Contattatemi perché posso offrire importanti possibilità lavorative“. Di questi tempi, si direbbe un benefattore…

Fonte: http://www.giornalettismo.com/archives/56520/%ef%bb%bfa-napoli-voto-compra-pure-euro/



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