05 aprile 2010

IDV OSTACOLA I REFERENDUM DEI MOVIMENTI

mettere da parte gli interessi di partito e confrontarsi con organizzazioni e movimenti

di Massimo Suppo

E' passata una settimana dalle elezioni regionali, il bipolarismo è uscito sconfitto, i partiti di minoranza delle coalizioni acquisiscono voti e il partito degli astensionisti può ritenersi vincitore assoluto di questa tornata elettorale.

Nel mese di Aprile organizzazioni e movimenti faranno partire le firme per due referendum importanti: Acqua pubblica e No al nucleare. Anche l' Italia dei Valori ha annunciato che raccoglierà le firme per gli stessi referendum.

Questa decisione del partito di Antonio DI Pietro ha suscitato preoccupazione da parte dei movimenti in primis Legambiente che tramite un comunicato ufficiale da parte del Presidente Cogliati Dezza esprime la propria posizione sostenendo che non c'è nulla di più sbagliato e controproducente.

La campagna referendaria, promossa dai movimenti, verrà ostacolata se l'IDV presenterà da sola i referendum rendendo nullo il referendum in quanto creerebbe solo confusione nei cittadini e non si raggiungerebbe il quorum rendendo certo il fallimento.

Per ciò che riguarda il referendum sul nucleare secondo Cogliati Dezza sono due le ragioni specifiche per cui l'Italia Dei Valori non deve presentare un proprio referendum:

"1. La via del nucleare in Italia è cosparsa di ostacoli (non a caso l’Enel non l’ha previsto nei suoi programmi finanziari fino al 2015), il movimento antinucleare sul territorio è forte, l’opinione pubblica è sempre più orientata contro (basti pensare al profilo assunto in campagna elettorale dai filo nuclearisti): la battaglia si può vincere.

2. Il referendum rappresenta per il movimento il terreno più sfavorevole perché la campagna per la raccolta delle firme non aggiungerebbe nulla alla mobilitazione sociale che è già in atto, perché ai filo nuclearisti, visti i tassi di astensione, basta convincere il 20% degli elettori a non votare, perché il fallimento del quorum rappresenta una vittoria del SI e spianerebbe tutti gli ostacoli."

La soluzione è mettere da parte gli interessi di partito e confrontarsi con organizzazioni e movimenti che da anni stanno combattendo per trovare una strategia comune che cancelli il rischio nucleare e la privatizzazione dell'acqua pubblica in Italia.

Credo e spero che IDV faccia una marcia indietro e contribuisca alla promozione dei referundum senza proporne di suoi, questo per non dare ancora una volta la vittoria certa alle scelte scellerate di questo governo.

Personalmente, se Di Pietro raccoglierà le firme io non mi recherò ai gazebi, al contrario organizzeremo una nostra raccolta in collaboarzione con acquabenecomune.org i quali hanno già depositato presso la corte di cassazione di Roma i quesiti per i tre referendum che chiedono l'abrogazione di tutte le norme che hanno aperto le porte della gestione dell'acqua pubblica ai privati e fatto della risorsa, bene comune per eccellenza una merce.



Condividi

Nessun commento:

Posta un commento

Lascia un commento