04 aprile 2010

Res Publica

di Simone Bellis

Il tasso di astensionismo è arrivato oltre il 35%. E' vero, si parla di elezioni amministrative, e la gente pensa - a torto - che siano elezioni di serie B. Inutile ricordare che è proprio nelle regioni che ci sono gli sprechi più grandi. Volendo analizzare oggettivamente il potere di un governatore, basti pensare che Zaia è disposto ad abbandonare il Ministero dell'Agricoltura per governare il Veneto.
Tanti si sono chiesti chi ha vinto e chi ha perso. In ultima analisi ha perso la democrazia.

Il partito di maggioranza, il PDL (Fi e An insieme) gode del supporto del 19% degli aventi diritto al voto. Meno di un votante su cinque determina la direzione della politica di un'intera nazione (minorenni inclusi).

Non è esattamente quello che io credo sia una democrazia rappresentativa.
Come siamo arrivati ad abdicare la sovranità popolare in favore dei partiti?
Si sentono parole come "disgusto", "distacco", e tanti altri modi carini per dire che la gente si è rotta le scatole di votare sempre gli stessi partiti e non veder mai cambiamenti.

E' facile trovare un colpevole. Tutti in casa hanno uno specchio. Quando era ora di sanzionare comportamenti lesivi per lo Stato quasi nessuno l'ha fatto perché siamo un popolo di faziosi, e pure un po' stupidi.

Morale della favola, governo e opposizione sono diventati una barzelletta, sinistra e destra nomi utili solo a chi vede la politica come un campionato di calcio.
Ci sono persone che usano l'alibi del rifiuto morale come scusa per non informarsi, perché è faticoso. Altre che si nascondono dietro al quieto vivere per esimersi dal dare una sonora sveglia ai concittadini, soprattutto parenti e amici.
Ecco come siamo arrivati fino a qui.

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